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Elementi di rilevanza ambientale nell'Alta Valle del Lys

L’Alta Valle di Gressoney e il ghiacciaio del Lys sono un vero “museo a cielo aperto”. Il territorio è uno dei più noti e studiati delle Alpi, a partire dagli studi del glaciologo Umberto Monterin fino ai nostri giorni. Presenta potenzialità eccezionali per gli studi paleo ambientali e paleo climatici, elementi centrali nell’analisi e interpretazione del cambiamento climatico. In questa zona si trovano elementi naturali “che risultano strategicamente importanti, spesso unici, per comprendere alcune vicende dell’evoluzione del paesaggio nel tempo” e possono avere tanto valore di studio, per successivi progetti, quanto valore didattico, storico, culturale e paesaggistico; l’alterazione o la scomparsa, per cause antropiche, di detti elementi provocherebbe la perdita di un patrimonio di studio e di memoria storico-scientifica. Simili elementi possono ricevere la classificazione di geositi (o geomorfositi), cioè beni di pertinenza geologica, quando sia possibile attribuire loro dei valori e i relativi punteggi. Le valenze più comuni possono essere: l’importanza scientifica intrinseca del bene, il valore didattico, storico, socio-economico, di rarità naturalistica, di fruizione turistica finalizzata alla divulgazione scientifica, l’importanza culturale - tradizionale e il valore estetico, in quanto elementi del paesaggio. Da più di un decennio tali beni vengono censiti in tutta Italia e catalogati nel Repertorio Nazionale dei Geositi gestito dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Questi beni sono intimamente connessi con le vicende storiche e culturali delle comunità locali e richiedono forme di protezione al fine di preservarli e renderli fruibili da un vasto pubblico, divenendo meta e motivo di incentivo del settore turistico.

Sistema per l'acquisizione di dati geomorfologici sul campo

 

Il Laboratorio di Geomatica ha predisposto un database di tipo spaziale (geodatabase) in grado di archiviare tutti i dati che descrivono la geomorfologia di un territorio. Lo scopo principale del lavoro è stato quello di fornire uno strumento digitale in grado di archiviare i dati geomorfologici provenienti da rilievi sul campo secondo la struttura e la classificazione fornita Servizio Geologico Nazionale per la redazione della Carta Geomorfologica d’Italia, basandosi sulle nuove tecnologie digitali e abbandonando il vecchio e laborioso approccio "carta e matita".

 

Partendo dalla documentazione fornita dal Servizio Geologico Nazionale, in cui vengono descritti e classificati tutti elementi che compongono la Carta Geomorfologica, è stata creata una tabella che raccoglie tutti questi elementi con le relative proprietà: tipo di geometria, classe e sottoclasse di appartenenza, breve descrizione dell’elemento e le codifiche relative alla simbologia.

Sistema di Monitoraggio della Raccolta Differenziata di Ateneo


Il Laboratorio di Geomatica, in collaborazione con il Centro di Ricerca Polaris (POLveri in Ambiente e RIschio per la Salute), ha sviluppato un sistema di monitoraggio della raccolta differenziata per il campus dell'Università Milano Bicocca ispirato ai principi delle smart cities, in particolare a quello dell'azione partecipativa. Motore di tutto il sistema sono infatti gli studenti ed il personale dell'Ateneo, che sono chiamati in prima persona a dare il loro contributo non solo per monitorare il servizio di raccolta ma anche per migliorarlo e adattarlo alle loro esigenze.

Per rendere la raccolta dati più semplice ed efficace è stata creata PolApp, una App per smartphone che attraverso un'interfaccia user friendly guida l'utente nella compilazione di tutti i campi richiesti per il monitoraggio, inviando automaticamente i dati ai gestori del servizio di raccolta rifiuti. PolApp funziona attraverso la compilazione di una form relativa allo stato della raccolta differenziata in ogni singola isola ecologica dell'Ateneo.

Attività di acquisizione di dati spaziali tramite dispositivi mobili


Recentemente la potenza e l’efficacia dei Web-GIS è aumentata sempre più con la diffusione dei dispositivi mobili dotati di GPS (smartphone e tablet) in grado di supportare applicazioni (app) che acquiscono in tempo reale dati geografici in formato vettoriale. Il Laboratorio di Geomatica del DISAT sta lavorando a nuovi progetti di raccolta di dati spaziali sul campo mediante l'uso di dispositivi mobili appoggiandosi alle tecnologie sviluppate da ESRI.

Partendo dalla creazione di geodatabase enterprise ospitati su un server si è arrivati alla pubblicazione e condivisione sul web di mappe create mediante la piattaforma ArcGIS Online. Grazie al software Arcgis Server le mappe sono in grado di comunicare direttamente con i geodatabase: in questo modo qualunque dato acquisito viene automaticamente visualizzato sulla mappa e archiviato nel geodatabase. L’utilizzo della app ESRI Collector installata su dispositivi mobili rende infine possibile l’acquisizione dei dati da parte di diversi operatori simultaneamente e direttamente sul campo.

Lo schema concettuale del funzionamento dell’intero sistema di acquisizione di dati è basato sui seguenti step:

Carta della vulnerabilità della Pianura Padana

 

Per vulnerabilità si intende l'insieme "delle caratteristiche dei complessi idrogeologici che costituiscono la suscettività specifica di essi ad ingerire e diffondere un inquinante fluido o idroveicolato" (Civita 1990a, b). Queste caratteristiche sono legate ai diversi processi in grado di modificare, accelerandolo o mitigandolo, l'effetto del decorso di un fenomeno di contaminazione di una certa intensità. Tale definizione si riferisce quindi esclusivamente al sistema naturale e comprende diversi parametri, ciascuno con diverso peso (Cnr, 1990a,b).

La vulnerabilità rappresenta anche uno dei parametri che permettono di valutare il "rischio" di inquinamento utilizzando la equazione proposta dall'UNDRO (Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento delle catastrofi) per i rischi naturali:

RISCHIO=PERICOLOSITÀ x VULNERABILITÀ x VALORE

Applicando tale equazione in idrogeologia (Cavallin et alii, 1987) la pericolosità si riferisce alla probabilità che si verifichi un evento di contaminazione di una certa intensità con un certo periodo di ritorno; la vulnerabilità è l’attitudine del corpo acquifero a sopportare l’evento; il valore, espresso in termini socio economici, si riferisce alla qualità del corpo idrico che deve subire l’evento.

WDBPALEO 1.0: database per la raccolta di dati paleo-climatologici


Atti 17a Conferenza Nazionale ASITA - Riva del Garda 5-7 novembre 2013

Filippo Locci (*), Francesco Dessì (*), Mattia De Amicis (**), Ivan Frigerio (**), Daniele Strigaro (**), ElisaVuillermoz (***), Maria Teresa Melis (*, ***)

(*) Lab. TeleGIS, Università di Cagliari, Via Trentino 51, 09027 Cagliari
tel. +39 070 6757788 fax +39070282236 telegis@unica.it
(**) Lab. di Geomatica, Università di Milano Bicocca, Piazza della Scienza 1, 20126 Milano
tel. +39 02 644 82 854, mattia.deamicis@unimib.it
(***) Comitato EvK2 -CNR Via San Bernardino, 145 24126 Bergamo, Italy

 

Cartografia Idrogeologica della Pianura Padana


Ricerca sulla vulnerabilità naturale e sul rischio di inquinamento delle acque sotterranee nella Pianura Padana e Veneto Friulana.

L’Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRSA - C.N.R.) ed il Servizio Geologico Nazionale (SGN) hanno promosso ed avviato, a partire dal 1990, una ricerca finalizzata alla realizzazione di cartografie sperimentali della vulnerabilità e del rischio di inquinamento del sistema acquifero padano e veneto - friulano.

Questo sistema acquifero assume un ruolo strategico nell’approvvigionamento idrico del territorio afferente, con particolare riferimento alle utilizzazioni idropotabili, e riveste anche un notevole interesse sul piano scientifico in relazione alla complessità delle condizioni idrogeologiche ed ambientali.

I numerosi casi di inquinamento delle acque sotterranee che si sono manifestati nel passato, spesso rilevanti per estensione e durata dei fenomeni e per abitanti complessivamente coinvolti, hanno confermato la necessità di promuovere iniziative di ricerca finalizzate alla analisi delle condizioni di vulnerabilità naturale e del rischio di inquinamento del sistema acquifero.

Con riferimento alla domanda conoscitiva proveniente dal comparto istituzionale, caratterizzata da una spiccata valenza programmatoria, ed in relazione ai compiti istituzionali dell’IRSA - organo di ricerca e consulenza scientifica - e del Servizio Geologico Nazionale - organo cartografico dello Stato - la ricerca ha assunto una preminente connotazione metodologica e sperimentale. Essa si è sviluppata in un’area caratterizzata da un elevato profilo in termini di pianificazione sovraregionale ed a scala di bacino e dalla presenza di un cospicuo patrimonio di dati e di conoscenze già disponibili, derivanti in gran parte dagli studi condotti nella seconda metà degli anni ‘70 dall’IRSA in collaborazione con le università interessate (IRSA, 1976; 1980) e dalle indagini finalizzate svolte dagli enti locali (ad es. IDROSER, 1988).

L’attività di ricerca è stata realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio dell’Università degli Studi di Milano e con il Centro di Studio per la Geodinamica Alpina e Quaternaria del CNR di Milano. Su specifiche tematiche di ricerca, di fondamentale importanza sono stati i contributi scientifici forniti dai Politecnici di Torino e di Milano, dall’Università di Modena, dal Presidio Multizonale di prevenzione - A.S.L. di Modena e dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS).

Tutte le cartografie sono disponibili in scala ridotta 1:1.000.000, mentre alcune di maggiore rilevanza in ambito idrogeologico e pianificatorio sono state stampate nella scala originale 1:500.000 a cura del Servizio Geologico presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il presente lavoro intende presentare proprio queste ultime.

Autori: Giuseppe GIULIANO, Gianluigi Maria MARI, Angelo CAVALLIN, Mattia DE AMICIS.
Anno: 1998
Reference: Bicocca Open Archive

Alluvioni Valle di Gressoney


I corsi d’acqua sono probabilmente gli elementi geografici più legati all’uomo e alla sua storia.  Questo stretto legame  ha però portato nel tempo ad un utilizzo via via più indiscriminato del territorio in ambiente fluviale: l’espansione di molte attività antropiche su vasti spazi soggetti alla dinamica fluviale ha così incrementato il rischio associato alle alluvioni.

I fenomeni di dissesto non rappresentano più episodi occasionali ed isolati, ma situazioni che periodicamente, nel tempo, determinano interferenze con le attività antropiche creando ingenti danni e spesso vittime. Il rischio di inondazioni rappresenta quindi un problema grave e complessivo che coinvolge da vicino la collettività e le attività umane ad essa associate.

L’analisi degli effetti degli eventi pregressi offre importanti indicazioni per la creazione di documenti di base utili per una corretta pianificazione dello sviluppo territoriale in ambiente fluviale e per mettere in atto le più idonee strategie di mitigazione del rischio idrogeologico. Più in generale, la conoscenza dettagliata dell’evoluzione spazio-temporale degli eventi alluvionali del passato consente di prospettare scenari simili o più catastrofici, al fine di predisporre adeguati piani di Protezione Civile che tengano conto non solo delle situazioni puntuali di dissesto ma che si basino anche su una visione d’insieme del territorio colpito. Alla luce di queste considerazioni, si può comprendere come la mappatura delle aree inondate da eventi recenti, unitamente alla conoscenza storica del problema, acquistino importanza fondamentale per favorire un’attenta gestione del territorio e per migliorare la gestione delle situazioni di emergenza.

Questo studio fa parte del lavoro di Tesi di Cristina Porretta, "Analisi storica delle relazioni tra alluvioni e condizioni meteorologiche nella Valle di Gressoney, mediante l'utilizzo di sistemi informativi territoriali".

(Relatore Dott. Mattia De Amicis, AA.2000-2001).

Di seguito viene presentato il risultato della mappatura dei fenomeni di dissesto e dei danni alle abitazioni relativi all’evento del 13-15 Ottobre 2000 in Valle di Gressoney (Val d’Aosta).

ASITA 2013, Riva del Garda

XVII Conferenza Nazionale ASITA 2013, Riva del Garda 5-7 novembre

In occasione della conferenza, presenteremo nella 4 sessione (applicazioni ed esperienze di database spaziali, topografici e GIS) i risultati di un lavoro svolto in collaborazione con il gruppo di Remote Sensing & GIS dell'Università di Cagliari. Il lavoro ha previsto la costruzione di un datatabase geospaziale open-source in grado di archiviare i risultati prodotti dalla caratterizzazione chimico-fisica di carote di ghiaccio estratta da ghiacciai non polari. Di seguito l'abstract:

 

Abstract

Piani Comunali di Protezione Civile - Sebino


In Italia uno degli strumenti che consentono di gestire le emergenze sono i Piani Comunali di Protezione Civile, che hanno lo scopo di progettare le attività e le procedure da adottarsi per garantire l’immediato impiego di mezzi, uomini e risorse necessarie al superamento dell'emergenza. In questo senso si inserisce la convenzione stipulata tra la Comunità Montana del Sebino Bresciano e l'Università degli Studi di Pavia (Dipartimento di Scienze della Terra), supportata scientificamente dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca (Dipartimento di Scienze Ambiente e Territorio e Scienze della Terra - DISAT) ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali, sezione di Milano, IDPA).

L'area oggetto dello studio ricopre l'intero territorio della Comunità Montana Sebino Bresciano con l’aggiunta di due Comuni confinanti, Paratico e Provaglio d’Iseo. La zona, per la maggior parte a carattere montuoso, è delimitata ad ovest dalla presenza del Lago d’Iseo, a nord dalla parte iniziale della Valle Camonica, ad est dalla linea di spartiacque con la Val Trompia ed a sud dalla parte centrale della Franciacorta e dall'alta pianura bresciana. Obiettivo della metodologia applicata è stato quello di aumentare la comprensione dei processi naturali agenti nei territori comunali, stimarne gli effetti fisici e le conseguenze socio-economiche che possono derivare a seguito di un impatto sul territorio e, da ultimo, giungere alla redazione del Piano di gestione delle emergenze (inclusi interventi real-time, protezione delle persone e salvaguardia dell’ambiente).

La gestione in tempo reale delle situazioni di emergenza rappresenta l’ultimo passo di una serie di step metodologici così riassumibili:

  • identificazione e caratterizzazione degli eventi potenzialmente dannosi, in relazione alla struttura socio-economica dell’area di studio;

  • inventario dei beni e delle risorse presenti nell’area;

  • stima degli effetti fisici dovuti all’impatto potenziale;

  • definizione indicativa degli scenari di rischio;

  • stima delle potenziali conseguenze socio-economiche;

  • preparazione di Piani per la Gestione delle Emergenze (pianificazione ed intervento).

Sull'intero territorio della Comunità Montana del Sebino Bresciano sono stati individuati 30 scenari di rischio idrogeologico, 40 scenari di rischio sismico, diverse aree a rischio di incendi boschivi ed un'area a rischio industriale.

In questa sezione vengono riportate le carte tematiche elaborate nell'ambito del progetto.

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