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Carta della vulnerabilità della Pianura Padana

 

Per vulnerabilità si intende l'insieme "delle caratteristiche dei complessi idrogeologici che costituiscono la suscettività specifica di essi ad ingerire e diffondere un inquinante fluido o idroveicolato" (Civita 1990a, b). Queste caratteristiche sono legate ai diversi processi in grado di modificare, accelerandolo o mitigandolo, l'effetto del decorso di un fenomeno di contaminazione di una certa intensità. Tale definizione si riferisce quindi esclusivamente al sistema naturale e comprende diversi parametri, ciascuno con diverso peso (Cnr, 1990a,b).

La vulnerabilità rappresenta anche uno dei parametri che permettono di valutare il "rischio" di inquinamento utilizzando la equazione proposta dall'UNDRO (Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento delle catastrofi) per i rischi naturali:

RISCHIO=PERICOLOSITÀ x VULNERABILITÀ x VALORE

Applicando tale equazione in idrogeologia (Cavallin et alii, 1987) la pericolosità si riferisce alla probabilità che si verifichi un evento di contaminazione di una certa intensità con un certo periodo di ritorno; la vulnerabilità è l’attitudine del corpo acquifero a sopportare l’evento; il valore, espresso in termini socio economici, si riferisce alla qualità del corpo idrico che deve subire l’evento.

Carta della infiltrabilità regionale

La carta della infiltrabilità è stata predisposta con la finalità di caratterizzare la suscettività della superficie del territorio di pianura riguardo alla potenziale migrazione verso il basso e verso la falda delle sostanze sversate o applicate sul suolo. Tale caratterizzazione costituisce uno degli elementi tematici che concorrono alla valutazione della vulnerabilità intrinseca degli acquiferi (Cavallin & Giuliano, 1992), ma assume un ruolo e una valenza autonoma di rilevante profilo anche nell’ambito di un quadro pianificatorio di area vasta (bacino idrografico, ambito amministrativo, comprensorio, etc.).

Essa può fornire importanti elementi di valutazione per la criticità delle differenti porzioni di territorio in riferimento alle attività e pratiche inquinanti svolte sulla superficie, che possono creare le condizioni favorevoli per la percolazione di sostanze inquinanti presenti al suolo e che di conseguenza possono anche interessare le falde acquifere sottostanti. La scala della cartografia tematica qui esaminata (1:500.000) è stata individuata coerentemente alla articolazione ed alle finalità del programma di ricerca nel quale è inserita: la vulnerabilità infatti rappresenta l’intersezione di numerosi strati informativi relativi ai diversi fattori influenti, opportunamente ponderati, operazione che può essere svolta correttamente solo sulla base di un’omogeneità di rappresentazione degli stessi.

Carta idrogeologica regionale della pianura padana

 

Poter disporre di una carta in grado di fornire una visione complessiva e sintetica del sistema idrogeologico esaminato è di notevole importanza nel quadro delle attività di ricerca sulla vulnerabilità delle acque sotterranee. Lo scopo non è quello di ottenere una rappresentazione dei diversi corpi acquiferi presenti nel sottosuolo della pianura corredata da valutazioni quantitative delle risorse idriche sotterranee, ma quello di fornire un quadro di riferimento idrogeologico per la valutazione della vulnerabilità. A tal fine si è concentrata l’attenzione su quegli elementi caratteristici del funzionamento generale del sistema, che non sempre sono tenuti in conto negli schemi valutativi.

La carta ha pertanto una spiccata valenza sistemica ed identifica, con il dettaglio coerente con la scala di lavoro e con modalità semiquantitative, gli aspetti idrodinamici regionali, le condizioni al contorno, ed i rapporti tra i corpi idrici. In particolare essa è una rappresentazione delle informazioni disponibili sulla struttura del sistema idrogeologico, sulle sue condizioni al contorno, con particolare riguardo al bordo dei rilievi e all’interno della pianura, sui rapporti tra le acque superficiali e sotterranee, sui rapporti tra le acque dolci e salate nella zona costiera, sulla caratterizzazione dei corpi costituenti il substrato, nonchè sui rapporti con gli apparati glaciali (Brgm, 1980; CNR,1989; Servizio Geologico d’italia, 1983).

Cartografia Idrogeologica della Pianura Padana


Ricerca sulla vulnerabilità naturale e sul rischio di inquinamento delle acque sotterranee nella Pianura Padana e Veneto Friulana.

L’Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRSA - C.N.R.) ed il Servizio Geologico Nazionale (SGN) hanno promosso ed avviato, a partire dal 1990, una ricerca finalizzata alla realizzazione di cartografie sperimentali della vulnerabilità e del rischio di inquinamento del sistema acquifero padano e veneto - friulano.

Questo sistema acquifero assume un ruolo strategico nell’approvvigionamento idrico del territorio afferente, con particolare riferimento alle utilizzazioni idropotabili, e riveste anche un notevole interesse sul piano scientifico in relazione alla complessità delle condizioni idrogeologiche ed ambientali.

I numerosi casi di inquinamento delle acque sotterranee che si sono manifestati nel passato, spesso rilevanti per estensione e durata dei fenomeni e per abitanti complessivamente coinvolti, hanno confermato la necessità di promuovere iniziative di ricerca finalizzate alla analisi delle condizioni di vulnerabilità naturale e del rischio di inquinamento del sistema acquifero.

Con riferimento alla domanda conoscitiva proveniente dal comparto istituzionale, caratterizzata da una spiccata valenza programmatoria, ed in relazione ai compiti istituzionali dell’IRSA - organo di ricerca e consulenza scientifica - e del Servizio Geologico Nazionale - organo cartografico dello Stato - la ricerca ha assunto una preminente connotazione metodologica e sperimentale. Essa si è sviluppata in un’area caratterizzata da un elevato profilo in termini di pianificazione sovraregionale ed a scala di bacino e dalla presenza di un cospicuo patrimonio di dati e di conoscenze già disponibili, derivanti in gran parte dagli studi condotti nella seconda metà degli anni ‘70 dall’IRSA in collaborazione con le università interessate (IRSA, 1976; 1980) e dalle indagini finalizzate svolte dagli enti locali (ad es. IDROSER, 1988).

L’attività di ricerca è stata realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio dell’Università degli Studi di Milano e con il Centro di Studio per la Geodinamica Alpina e Quaternaria del CNR di Milano. Su specifiche tematiche di ricerca, di fondamentale importanza sono stati i contributi scientifici forniti dai Politecnici di Torino e di Milano, dall’Università di Modena, dal Presidio Multizonale di prevenzione - A.S.L. di Modena e dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS).

Tutte le cartografie sono disponibili in scala ridotta 1:1.000.000, mentre alcune di maggiore rilevanza in ambito idrogeologico e pianificatorio sono state stampate nella scala originale 1:500.000 a cura del Servizio Geologico presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il presente lavoro intende presentare proprio queste ultime.

Autori: Giuseppe GIULIANO, Gianluigi Maria MARI, Angelo CAVALLIN, Mattia DE AMICIS.
Anno: 1998
Reference: Bicocca Open Archive

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