Elementi di rilevanza ambientale nell'Alta Valle del Lys

L’Alta Valle di Gressoney e il ghiacciaio del Lys sono un vero “museo a cielo aperto”. Il territorio è uno dei più noti e studiati delle Alpi, a partire dagli studi del glaciologo Umberto Monterin fino ai nostri giorni. Presenta potenzialità eccezionali per gli studi paleo ambientali e paleo climatici, elementi centrali nell’analisi e interpretazione del cambiamento climatico. In questa zona si trovano elementi naturali “che risultano strategicamente importanti, spesso unici, per comprendere alcune vicende dell’evoluzione del paesaggio nel tempo” e possono avere tanto valore di studio, per successivi progetti, quanto valore didattico, storico, culturale e paesaggistico; l’alterazione o la scomparsa, per cause antropiche, di detti elementi provocherebbe la perdita di un patrimonio di studio e di memoria storico-scientifica. Simili elementi possono ricevere la classificazione di geositi (o geomorfositi), cioè beni di pertinenza geologica, quando sia possibile attribuire loro dei valori e i relativi punteggi. Le valenze più comuni possono essere: l’importanza scientifica intrinseca del bene, il valore didattico, storico, socio-economico, di rarità naturalistica, di fruizione turistica finalizzata alla divulgazione scientifica, l’importanza culturale - tradizionale e il valore estetico, in quanto elementi del paesaggio. Da più di un decennio tali beni vengono censiti in tutta Italia e catalogati nel Repertorio Nazionale dei Geositi gestito dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). Questi beni sono intimamente connessi con le vicende storiche e culturali delle comunità locali e richiedono forme di protezione al fine di preservarli e renderli fruibili da un vasto pubblico, divenendo meta e motivo di incentivo del settore turistico.

Il sito oggetto dello studio è stato l’anfiteatro glaciale del Ghiacciaio del Lys, in Alta Valle di Gressoney (Valle d’Aosta); questa valle si sviluppa lungo il corso del torrente Lys, collegando il ghiacciaio omonimo, appartenente al massiccio del Monte Rosa, alla Valle d’Aosta. Nella porzione più alta, la valle si presenta con un ambiente glaciale,  tra i più interessanti e studiati delle Alpi, a ridosso di questo è situato l’ambiente periglaciale, al termine della fronte del ghiacciaio, in cui troviamo le forme classiche del paesaggio modellato dai ghiacci in ritiro: morene, rocce montonate, massi erratici, laghi pro glaciali, torbiere. La costituzione dell’anfiteatro morenico è il risultato delle variazioni del clima, cui i ghiacciai sono molto sensibili. Questo anfiteatro è uno dei più pregevoli delle Alpi per la sua integrità e perché ciascuna delle principali fasi di stazionamento glaciale è scandita da un ben definito cordone morenico, nonché da differenze nella struttura della vegetazione e del suolo.

Le evidenze geomorfologiche degli apparati morenici frontali e laterali, nonché la documentazione cartografica prodotta negli anni, ci permettono di dimostrare che il ghiacciaio, a partire dal 1790 ad oggi, sia stato oggetto di variazioni nelle sue dimensioni legate alle mutate condizioni climatiche. Risultano particolarmente significative, quattro grandi fasi di avanzamento della fronte glaciale: il massimo della Piccola Età Glaciale (1821), l’avanzamento del 1860, l’avanzamento del 1921, l’ultima grande avanzata del 1973-85.

 

 

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